
Nei prossimi dieci anni, il mondo del lavoro e la società civile saranno profondamente trasformati dalla dirompente evoluzione tecnologica in atto. Stiamo assistendo all’affermarsi dell’economia della conoscenza e a una crescita esponenziale dei costi per ricerca e sviluppo. La quarta rivoluzione industriale richiede Manager dell’Innovazione che sappiano leggere i fabbisogni della società e che, ispirati all’etica della responsabilità, sappiano creare valore attingendo a fonti di innovazione che superino i confini dell’impresa.
Questo master, vero core course della nostra scuola, si propone di formare figure professionali pronte a guidare la crescita di imprese e organizzazioni complesse, attraverso strumenti, processi e strategie coerenti con il modello dell’Open Innovation. Internet of things, intelligenza artificiale, big data, cloud, sicurezza: a contatto diretto con le più rilevanti tecnologie digitali, gli iscritti al corso impareranno a creare valore economico e sociale, nel contesto dell’Industria 4.0.
I partecipanti avranno l’opportunità di dialogare con i leader dell’innovazione contemporanea e si eserciteranno nella progettazione di soluzioni a problemi reali. Impareranno a implementare modelli di business innovativi nel loro intero ciclo di vita: dall’analisi dell’idea, fino al finanziamento e alla gestione operativa. Scopriranno come tessere un efficace network che unisca imprese, società e istituzioni, attingendo al sapere di differenti discipline: economia, informatica, finanza, sociologia.
In una logica di trespassing e fertile contaminazione, il team dei docenti di OASI riunisce il meglio dell’innovazione contemporanea: protagonisti della politica, della finanza e dell’architettura, si avvicenderanno a professori universitari, pensatori e celebri tecnologi, garantendo contenuti sempre aggiornati ed esperienze concrete sulla frontiera del progresso.

Dissacrando molti luoghi comuni, la prima lezione introduttiva al Master accende un faro sull’intricato mondo di Industria 4.0, denunciando l’impossibilità di definirne un paradigma esaustivo. La peculiarità di ogni realtà aziendale è infatti l’unico perno su cui si può forgiare un ipotetico modello di innovazione che non può essere rigido, ma customizzabile.
Il senso della sfida proposto dalla lezione è proprio questo: creare dei sistemi di innovazione unici e irripetibili per ciascuna impresa, che siano in grado di intercettare - e soddisfarne - i fabbisogni reali.
A tale scopo, vengono passate al vaglio alcune strategie che, utilizzando una metodologia induttiva, facilitano la progettazione e la fornitura di tecnologie taylored utili a incrementare il valore aziendale.
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Cos’hanno in comune il martin pescatore e un treno? Una sala chirurgica e la banchina di un porto? La vela di una barca e la carta? Apparentemente nulla, eppure per alcune aziende, l’invisibile filo che lega questi mondi lontani, ha reso possibile la risoluzione creativa di alcuni problemi, generando innovazione e incremento di sviluppo.
Partendo dall’assunto che ogni comportamento innovativo è attivato da una performance insoddisfacente, in questa lezione saranno spiegate le difficoltà del pensiero creativo - dovute alle fissità funzionali della nostra mente - e i metodi per superarle. A corroborare ogni principio teorico, saranno raccontate tante storie di uomini che hanno avuto successo perché hanno violato la comfort zone dell’affordance.
Nella seconda parte della lezione, saranno passati in rassegna alcuni limiti dell’innovazione tecnologica digitale in atto, negli ambiti della politica, del lavoro e della soggettività.
Inizi del ‘900. Stati Uniti. Taylorismo e Fordismo. Quali sono le
condizioni sociologiche che hanno reso possibile lo sviluppo di questi
due processi di forte innovazione delle modalità produttive?
Nicolas Appert e Louis Pasteur. Dalla conservazione dei cibi nelle bottiglie di champagne, alla scoperta dei batteri, alla sterilizzazione degli strumenti chirurgici. Qual è stato il fattore che ha favorito la correlazione tra queste importanti innovazioni scientifiche?
A questi e a tanti altri interrogativi verrà data risposta in un questa lezione che passerà in rassegna alcune innovazioni che si sono succedute nel corso della storia, analizzandole da un punto di vista sociologico. Ovvero non solo come dei processi originati da capacità individuali di vedere le cose da una prospettiva inedita, ma anche come meccanismi che hanno subíto l’influsso del contesto sociale in cui si sono sviluppati.
Si può riuscire a definire la parola "creatività" cimentandosi - per esempio - in un gioco d’ingegno a carattere linguistico- letterario. Proprio come quello sperimentato nel corso di questa lezione: quante lettere potremmo togliere progressivamente da una frase data, prima di non poter dire più nulla di sensato?
Succede che, per ogni tentativo di risoluzione, abbiamo innescato uno stimolo creativo. Abbiamo sperimentato “creatività”. Giocando, abbiamo esercitato il pensiero creativo.
Partendo così da un esercizio ricreativo, la lezione spiega la funzione della creatività, la declina in tutte le sue variazioni e categorie e ne svela, in ambito tecnologico, la sua definizione più efficace: “capacità di innovare”.
Dalla progettazione all’implementazione, la creatività genera quella spinta ininterrotta che accelera il “gioco” del cambiamento, consente di sperimentare metodi e strategie, rivoluzionando il modo di fare impresa e ottenere sviluppo.
È possibile costruire comunità per l’innovazione? Ci sono già modelli di riferimento territoriali capaci di generare il dinamismo dello sviluppo? Se sì, come funzionano?
Le risposte emergono dai contenuti di questa lezione che innesca molti stimoli di novità e fattibilità. Anche grazie ad un partecipato confronto, si aprono infatti importanti spiragli sulle diverse strategie da applicare per attivare e integrare gli incubatori di un’innovazione aperta e sociale.
Da Torino, passando per Milano e Modena, è indicato un alto percorso di incubazione e accelerazione con l’obiettivo di illustrare come sia possibile soddisfare la domanda urgente di innovazione con un’offerta adeguata, capace di coinvolgere competenze digitali, identità territoriali e patrimonio industriale, attirando investimenti nazionali ed internazionali.
Questa lezione consente quindi di esplorare il dinamismo delle comunità creative che, attraverso processi di riqualificazione urbana, diventano generatori di soluzioni innovative e capaci di rispondere al bisogno sociale in modo strutturale e sostenibile.
Credereste mai di poter dirigere la più grande azienda di taxi al
mondo senza che la stessa possieda una sola automobile? Oppure, vi
sarebbe mai passato per la mente di mettere in piedi la più grande
società di affitti di camere pur non avendo neanche una proprietà
immobiliare?
Non si tratta di paradossi dell’imprenditoria ma di affermate realtà aziendali (Uber e Airbnb), espressione di un’economia innovativa e collaborativa. Così, partendo dai rivoluzionari princìpi della Crowd Economy, i contenuti di questa lezione fanno emergere alcune fra le più oculate strategie ed attuali normative per capire come creare valore, innovazione e sviluppo.
Nel mezzo, un’avvincente sfida: cercare di favorire quell’integrazione perfetta tra la società economica ed imprenditoriale e la crowd (folla-gente) in una complicità necessaria e strutturata per costruire modelli nuovi, trarre il massimo profitto e valorizzare un’azienda.


Sarebbe meglio raggiungere l’uscita della metropolitana grazie alla comodità di una scala mobile o calpestando i gradini di una “scala” che diventa musicale per ogni tasto che ci si impegna a salire? Il 66% delle persone, che dovevano varcare l’uscita della stazione metropolitana di Stoccolma, alla comodità del movibile ha preferito il dinamismo del gioco, il divertimento.
Così come, in alcune città, la raccolta differenziata è risultata più coinvolgente ed efficace grazie ai "Bottle Bank Arcade", i cassonetti musicali con i quali interagire per la raccolta del vetro e che fanno guadagnare punti. Divertendosi, proprio come in un videogioco.
Sono esempi di esperienza gamificata, proposta nel corso di questa lezione con l’obiettivo di esaminare le logiche innovative della Gamification. Un percorso avvincente che svela l’enorme potenziale di quei contenuti e delle tecniche che fanno del “gioco” una scienza straordinaria, capace di progettare e disegnare esperienze, generare coinvolgimento.
Infine
l’importante sfida dell’innovazione: rivoluzionare con la Gamification
contesti diversi (aziendali e culturali), per gestirne il cambiamento in
modo efficace.

Perché tutti fotografano la Gioconda mentre nessuno riserva la stessa attenzione alla pur celebre statua del Laocoonte? La risposta è a dir poco rivoluzionaria e capovolge il nostro tradizionale concetto di “Cultura”.
Così capiterà che, al termine di questa lezione, avremo compreso che cosa sia realmente la Cultura e come la Trasformazione Digitale rappresenti oggi uno strumento di sviluppo rilevante per raccontare ed innovare la ricezione dell’arte, della musica, del teatro e del sapere.
Attraverso un’esposizione creativa e stimolanti esempi concreti, capiremo quanto è necessario rimodulare i progetti culturali partendo da un interrogativo fondamentale: “come estrarre il valore culturale dalle cose”.
Una
sfida che si può vincere evitando quella “ritualizzazione” della
cultura che fa, ad esempio, del Colosseo (come della Gioconda) un
fenomeno esclusivamente iconico e quindi privo dell’autenticità
culturale di cui è proprio.
Mario Rossi è un cittadino identificato da uno specifico numero INPS,
è un contribuente dell’Agenzia delle Entrate ma è anche residente nel
comune di Roma e, in quanto tale, ha diritto ai servizi della capitale
così come a quelli della Regione Lazio.
Il signor Rossi si muove però nel contesto frammentato di un’amministrazione (non solo pubblica) che nel tempo ha sviluppato sistemi molto diversi e indipendenti l’uno dall’altro così da generare spesso inefficienza e ritardi.
Serve una trasformazione digitale, occorrerebbe concretizzare quel necessario switch off capace di determinare un cambiamento effettivo nel funzionamento della macchina amministrativa.
Così, nel corso di questa lezione, vengono identificate strategie e modelli di riferimento per la crescita digitale e l’innovazione di Amministrazione e servizi. Le parole chiave di semplificazione e interoperabilità aprono alle novità di stimolanti contenuti intorno ai quali edificare rivoluzione digitale e sviluppo.
Dalle piante, anche quelle che dovrebbero valorizzare gli spazi delle città, si possono ricavare informazioni preziose: temperatura e qualità dell’aria, per esempio. È così che, a Prato, si è pensato di utilizzare gli alberi come veri e propri “sensori urbani” per rispondere alle esigenze di un’Agenda Urbana Europea che tutela ambiente e società.
Un’intuizione legata all’innovazione e allo sviluppo che rientra nella vision del nuovo Piano Operativo della città toscana. Il progetto è comprensivo di rilevanti temi, dalla salute pubblica all’ambiente, dalle nuove infrastrutture al recupero del costruito.
Così, i contenuti di questa lezione si sviluppano intorno ad un’esposizione innovativa degli strumenti di pianificazione urbanistica, integrati e messi in atto mediante il coinvolgmento di professionisti, amministratori, cittadini e investitori.
Viene definito il concetto esatto di Smart Cities, che viene inquadrato nella visione di città come progetto collettivo. Infine vengono mostrati i passaggi attraverso cui è possibile creare un ecosistema urbano capace di lavorare con processi e forme di governance innovative.
Quante volte viene citato Marc Chagall nei libri editi nella Germania
e nell'Inghilterra naziste durante il periodo della Seconda Guerra
Mondiale? Neanche una volta. Condizione probabilmente riconducibile alle
origini ebraiche del pittore russo.
E ancora, in base a quale criterio i nazisti hanno pianificato la cattura e il trasferimento degli ebrei in determinati campi di concentramento? Visualizzare una mappa digitale su questi spostamenti svelerebbe come la strategia tedesca era quella di provocare una sorta di disorientamento geografico e delle proprie origini.
Dietro a queste risposte c’è l’analitico lavoro dell’informatica umanistica, una vera e propria scienza che trasforma documenti (letterari, storici, linguistici) in dati quantitativi per analizzarli e ricavare informazioni o spunti di ricerca.
Così nel corso di questa lezione, si spiega l’innovazione di un sistema che incrocia Umanesimo e Digitale. Infine il case study di Fondazione Bruno Kessler: lo scavo filologico-digitale negli scritti e nei discorsi di Alcide De Gasperi, per cogliere con strumenti nuovi il profilo completo di questo statista.

Quante cose si possono insegnare ad un algoritmo? E in che modo? E poi: è vero che un algoritmo apprende proprio come le persone e cioè dall’esperienza e da una serie ripetuta di errori?
La risposta a ciascuna di queste domande produce un'interessante indagine sui temi dell’intelligenza artificiale, sulle sue molteplici applicazioni e sull’uso strategico dei big data.
I modelli proposti nel corso di questa lezione sono assai chiarificatori. Descrivono la logica dei sistemi predittivi di intelligenza artificiale. Illustrano poi la capacità dei data scientist di esplorare una serie di dati con la conseguente trasformazione degli stessi in informazioni creative e in grado di generare processi d’innovazione.
Esempi concreti e stimolanti, orientati dai princìpi della cosiddetta Data Science ovvero la “disciplina” che fa degli algoritmi, della tecnologia e dei big data l’insieme analitico utile alla risoluzione di problemi complessi.

Ha una conoscenza non sterile. Crea nuove informazioni. Impara dall’esperienza. Risolve problemi. D’altra parte può generare pregiudizi, essere troppo selettiva, agire in maniera discriminatoria o addirittura spietata.
Non sono le caratteristiche (buone e cattive) di un profilo umano, ma quelle “tecniche” dell’Intelligenza Artificiale, uno strumento tecnologico per cui risulterebbe ancora necessaria la supervisione dell’uomo.
Le motivazioni sono illustrate nei contenuti di questa lezione che, con l’aiuto di esempi stimolanti e concreti, esamina quei contesti in cui l’applicazione dell’IA genera innovazione, accelera lo sviluppo ma solleva questioni di roboetica.
E se da un lato scopriamo che l’apprendimento automatico impiegato per selezionare personale o per calcolare le probabilità di recidiva dei condannati ha spesso generato tendenze discriminatorie, dall’altro ci accorgiamo di come la capacità di giudizio e la decisione autonoma siano ancora dominio dell’uomo e non della macchina.

È il 1985. In un bar olandese un missionario e il direttore di una ONG ragionano su come indirizzare la logica degli aiuti ai paesi sottosviluppati. L’orientamento è quello di garantire giustizia oltre che solidarietà.
È in quel bar che, da idee ed esperienze a confronto, è nato il pensiero di un commercio equo e solidale. Poi l’esigenza di vincere nel mondo un’importante sfida: fare innovazione e sviluppo nel segno della sostenibilità, valorizzare le risorse economiche, sociali ed ambientali, creare buona occupazione.
Servono dunque strategie definite e modelli vincenti, come quelli illustrati nel corso di questa lezione, propedeutica di una finanza sostenibile e rispettosa dei diritti umani e sociali. Infine la disamina del valore aggiunto del no-profit che fa riferimento all’esperienza e ai cambiamenti concreti compiuti dalle reti del Terzo Settore.

Open Innovation e Digital Trasformation sono le variabili di un cambiamento esponenziale e veloce. Per cogliere in tempo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, occorrono strategie adeguate e modelli rispondenti al dinamismo dell’innovazione e dello sviluppo.
Quali sono queste strategie? Quali sistemi consentono alle imprese di affrontare i processi d’innovazione? Come veicolare la propria visione aziendale e l’offerta di servizi e prodotti in maniera competitiva?
Sono interrogativi che trovano risposta nel paradigma del "Design Thinking", ovvero nella capacità di risolvere problemi complessi in modo creativo e analitico insieme.
Attraverso i contenuti di questa lezione è possibile interagire con le diverse forme ed applicazioni di questa pratica, confrontarsi con l’approccio innovativo di modelli emergenti e identificare uno degli aspetti più significativi di questo fenomeno: il principio per il quale la persona resta punto focale nell’innovazione.

Crescere, innovare, espandersi. È questo lo spirito d’iniziativa che sostiene lo sviluppo delle start up. Eppure una condizione molto alta di mortalità sembra penalizzare l’ecosistema delle imprese, fin dal loro step iniziale.
E allora, come aiutare le start up a fare innovazione e sviluppo? Come tradurre il loro potenziale in successo? Uno strumento indispensabile è rappresentato senza dubbio dalle fonti di investimento che devono essere però anche adeguate.
L’importanza strategica dei Venture Capital è dunque la questione posta al centro di questa lezione che fornisce un dinamico profilo di questi investitori capaci di muoversi tra finanziamenti ad alto rischio e velocità di osservazione.
Non solo. Criteri d’investimento, valutazione delle start up, confronto con i mercati e competenze manageriali sono ulteriori passaggi approfonditi alla luce di un’esperienza e di un modello innovativo e concreto: GrowlTup, il programma di innovazione messo in campo da Cariplo Factory.

Risparmiate 15 minuti per pensare e illustrare qual è secondo voi il percorso che un’idea deve attraversare per essere innovativa e generare sviluppo.
È questo un tempo dinamico per sperimentare come, in questo processo, quell’idea possa venire a trovarsi nelle condizioni di galleggiare, crescere o morire. Bisogna evitare quantomeno che muoia.
Così, illustrando strategie definite, questa lezione consente un esercizio diretto: confrontarsi con originali modelli e progetti capaci di generare un ecosistema che permetta alle imprese innovative di accelerare la propria crescita e produrre valore.
Creare opportunità e accompagnare le start up sono gli obiettivi del modello proposto da Cariplo Factory e che fa dell’imprenditorialità, della tecnologia ma anche del talento e dell’innovazione sociale le parole chiave per definire lo sviluppo di progetti innovativi.

Diventare invisibili. Non è cosa da maghi ma da scienziati. Non è fantasia ma nanotecnologia.
In California un team di ricercatori ha messo a punto un materiale hi-tech formato da microscopiche antenne d’oro e capace di respingere la luce. Con questa specie di “pelle” molto sottile è stato poi rivestito un oggetto tridimensionale nascondendolo di fatto alla luce e alla vista.
È questo il caso di una delle rivoluzionarie applicazioni in materia di KETs, le tecnologie abilitanti fondamentali ovvero quelle tecniche che possono generare innovazione e favorire lo sviluppo se impiegate in interventi complessi, nei beni o nei servizi di tutti i settori economici.
L’importanza strategica di queste tecnologie è la questione posta al centro di questa lezione.
Passando in rassegna i diversi campi di ricerca nei quali le KETs si stanno sviluppando è possibile intravedere un futuro altamente tecnologico nonché capace di stimolare e supportare la ricerca scientifica e la produzione industriale.

L’Innovazione non è solo tecnologica. È Sociale e Tecnologica.
Incontra la Ricerca Scientifica d'eccellenza e dà origine ad un reale progresso che completa lo sviluppo sociale. Coinvolge talenti e giovani risorse creando opportunità di formazione che fanno della conoscenza quell’indispensabile strumento per affrontare la sfida in atto del cambiamento.
Sostiene la comunità (istituzioni e aziende) per innovare secondo l’economia circolare della conoscenza.
È attorno a questo avanzato sistema, che lega Ricerca e Innovazione, che la Fondazione Bruno Kessler orienta le proprie attività di analisi e sviluppo.
Un modello storico e di indiscusso valore, illustrato nel corso di questa lezione e che dà l’opportunità di entrare nel vivo di un originale percorso formativo, sperimentando processi di innovazione e sviluppo “responsabili”. In un contesto di alto profilo nazionale ed internazionale.
Non c’è tecnologia paragonabile alla stampante 3D. Ne sono sempre più
convinti gli esperti che considerano questo strumento capace di operare
una vera e propria rivoluzione nell’Industria 4.0
Ma che cos’è nello specifico l’Additive Manufacturing? Come funziona questa tecnologia? In che modo sta modificando la produzione industriale? E ancora, quali sfide le restano da vincere in fatto di innovazione e sviluppo?
A queste domande verrà data risposta nel corso di questa lezione che fornisce un’analisi dettagliata di tutti quei contenuti attraverso i quali è possibile comprendere il valore e le potenzialità di questa “nuova” tecnologia.
Si parte però da un curioso dato storico che fa risalire l’ideazione di questo strumento a circa trent’anni fa. Solo di questi ultimi anni è invece la sua più diffusa applicazione: un gap tecnologico o semplicemente l’innovativa estensione in interventi più complessi?
Che cos’è la Smart Energy? Come può promuovere lo sviluppo di energia sostenibile?
E ancora, quale contributo può dare oggi la tecnologia al settore energetico mondiale messo alla prova dai cambiamenti climatici, dal riscaldamento globale e dai consumi più esigenti riconducibili ad una continua crescita demografica?
Sono domande attuali che attendono risposte e innescano originali input creativi. Come quelli suggeriti nel corso di questa lezione e che fanno riferimento alla realizzazione di un sistema di energia intelligente che punti sui processi d’innovazione.
E così, descrivendo uno scenario non troppo futuro, emergono altri interessanti contenuti.
Dal ruolo giocato dai cittadini nella corsa verso la transizione energetica e l’emissione zero alla sperimentazione del Comunity Energy Storage, progetto che scommette sulle nano Grid ovvero le nuove tecnologie che consentirebbero al cittadino di gestire le proprie risorse energetiche rinnovabili e i propri consumi.

Due persone complici di un reato. Il loro interrogatorio -in stanze diverse ma nello stesso momento- e un dubbio: nessuno dei due sa se l’altro stia confessando oppure no. Nessuno dei due sa se l’uno, confessando, sta compromettendo la libertà dell’altro. Come comportarsi?
Negare la propria colpa rischiando una pena minore o accusare l’altro per essere discolpati e quindi liberi?
Sono queste le condizioni descritte nel “dilemma del prigioniero”, il gioco non cooperativo che induce ad analizzare opzioni diverse per scegliere la strategia e il risultato migliore.
Come si comporteranno dunque i due prigionieri?
È uno dei ragionamenti sviluppati nel corso di questa lezione che, attraverso una serie di input creativi, intende fornire tutte quelle conoscenze e gli strumenti necessari all’affermazione delle nostre azioni progettuali di innovazione e capaci di generare sviluppo. Un percorso strategico nel quale si confrontano modelli e soluzioni fino a raggiungere i traguardi di scelta e attuazione.

Inizio del secolo scorso. Henry Ford promuove la sua Model T lanciando questo slogan: “La potrete avere di tutti i colori purché sia nera.” Nel paradosso di questo messaggio è racchiuso in realtà il fondamento del sistema fordista che fu in grado di garantire una produzione a basso costo standardizzando al massimo la lavorazione.
È questo un esempio storico dell’efficace relazione tra organizzazione del lavoro e innovazione delle modalità produttive. Un legame che nello scenario dell’industria 4.0 si avvale però di nuove conoscenze e tecnologie capaci di generare innovazione proprio a partire dagli stessi modelli organizzativi e di business di un’impresa.
In che modo e sulla base di quali nuovi elementi è illustrato nel corso di questa lezione che, dal cambiamento alla flessibilità e fino alle nuove competenze dei “lavoratori della conoscenza”, passerà in rassegna tutte le indicazioni necessarie al processo di crescita e consolidamento delle imprese.

La rivoluzione digitale ha attivato una rapida trasformazione dei modelli di business.
C’è un nuovo concetto economico che ingloba quello di commercio elettronico, c’è un nuovo mercato e ci sono nuovi processi di vendita. Servono nuove strategie digitali.
Serve investire in innovazione.
Quali sono dunque gli strumenti per analizzare le potenzialità di questo nuovo mercato? Come si può essere competitivi in un settore che, come l’e-commerce, è in continuo e rapido sviluppo? E quali sono i settori merceologici che meglio si prestano ai nuovi processi di vendita delle piattaforme?
A questi ed altri interrogativi viene data risposta in questa lezione che esaminando l’universo dell’e-business ne detta cifre e ne descrive gli andamenti, fino ad approfondire l’importante capitolo dei pagamenti digitali la cui avanzata coinvolge le più svariate componenti del nuovo mercato online.

Da quali risorse, oggi, può dipendere il successo delle imprese?
La Apple è la società più quotata al mondo ed esprime il suo valore aziendale attraverso attività immateriali come software e design. L’idea della valorizzazione dei cosiddetti asset intangibili sta orientando i percorsi di crescita di non poche aziende moderne, legate a quei processi di cambiamento che generano sviluppo.
Imparare a ragionare sulla novità e sulla rilevanza strategica di questi asset è la sfida proposta nel corso di questa lezione. Con un valore aggiunto: aprire una necessaria parentesi sugli aspetti etici delle imprese.
Così, “reputazione”, “sostenibilità” e “bene comune” sono quei criteri che-nel percorso attuale disciplinato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030- regolano la creazione del valore aziendale e determinano la scelta di asset intangibili capaci di rispettare quello stesso valore d’impresa.

Come si crea il valore di un’azienda? E come raccontarlo?
I numeri da soli non bastano, specie se la capacità di creare valore non è più solo una questione di profitti ma anche e soprattutto di sostenibilità economica e responsabilità sociale.
Servirebbe dunque un “racconto” di carattere non esclusivamente finanziario. Un documento capace di spiegare con quali strategie le aziende hanno operato anche in fatto di etica, legalità e correttezza. Il Report Integrato è questo racconto trasparente che mette insieme metodo, governance, performance e contenuti di innovazione aziendale.
Un modello strategico e vincente è quello illustrato nel corso di questa lezione che associa alla teoria una diretta testimonianza di successo e sviluppo aziendale. Ne è protagonista la Beautyprof Spa Sensantion Profumerie che “racconta” i propri valori attraverso il suo Integrade Reporting e ottiene una menzione speciale nel corso della 55 Edizione dell’Oscar di Bilancio.
Un esempio concreto.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro? Di che cosa sarà fatto? Per rispondere non serve “prevedere” ma semplicemente “interpretare”, ovvero cercare di comprendere le trasformazioni tecnologiche che stanno caratterizzando il nostro presente. Occorre valutare le conseguenze dell’innovazione.
È questo un percorso necessario e scientifico. Così, attraverso una narrazione strategica, questa lezione ha lo spessore di un interessante confronto culturale con le sfide e gli interrogativi sollevati dall’attuale questione tecnologica e digitale.
Intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologia ed altri sistemi caratterizzano una serie di originali scenari illustrati in chiave inedita; come il caso della capra che produce il 30% in più di Cashmere perché modificata geneticamente con il CRISPR-cas9 e che dovrebbe metterci dinnanzi ad una consapevolezza: l’innovazione può sì cambiare il corso della storia, bisogna solo capire in quale giusta direzione orientarne lo sviluppo.

Open Innovation e Digital Transformation: tutto attorno a noi sta cambiando ad una velocità esponenziale, tra qualche anno non esisteranno più alcune professioni, le inferenze tra digitale e reale sono sempre più invasive, non si può più prescindere dall’integrazione tra competenze diverse.
Questa lezione introduttiva al Master, contestualizzando storicamente e scientificamente il momento che stiamo vivendo, dà le definizioni basilari della rivoluzione industriale in atto.
Con l’ausilio di stimolanti esempi concreti, tenta di spiegare perché è necessario, per non rimanere fuori dal mercato, cambiare profondamente i nostri consolidati paradigmi mentali. Non solo per apprendere contenuti, metodi e strumenti adeguati ai tempi, quanto perché oggi, come mai nella storia, essere un’azienda o una persona chiusa in se stessa e non aperta al cambiamento e all’esterno, è altamente improduttivo.

I fratelli Lumière definirono il cinema “un’invenzione senza futuro”.
Finché non arrivò l’illusionista Georges Méliès che si servì del dispositivo cinematografico in modo veramente creativo e futuristico: filmando mondi “diversi dalla realtà”, Méliès diede origine al cinema fantascientifico, quello degli effetti speciali che, ancora oggi, costituisce tecnica e contenuti di quell’invenzione senza futuro.
Partendo da questo, come da altri esempi significativi, in questa lezione ci è dato di capire come la creatività sia capace di ribaltare la concezione dell’inventore generando un cambiamento rivoluzionario.
Questa stessa condizione dovrebbe mettere in relazione Creatività e Istituzione, per generare molteplici ed inedite possibilità di sviluppo della società. È necessario quindi comprendere come si possa essere creativi all’interno dell’Istituzione e anche come le istituzioni debbano cominciare a pensare in modo sempre più creativo per favorire interventi complessi di innovazione.

A volte basterebbe ricorrere ad una “spinta gentile” per rendere la vita dei cittadini, della società o delle imprese più semplice, e per muoversi nel contesto di una pubblica amministrazione meno rigida e burocratica.
Per operare questa spinta è necessario capire in che modo orientare le persone perché raggiungano un necessario obiettivo sociale; una capacità - questa - che appartiene a quei “governi creativi” e a quelle politiche d’innovazione che intendono produrre valore pubblico.
Come? Attraverso modelli sperimentati nel settore della sanità, del trasporto o del bilancio intergenerazionale, in questa lezione è dimostrato come l’innovazione può dare soluzioni efficaci ai diritti e ai bisogni dei cittadini.
Strettamente connesso alle nuove forme di costituzione digitale, è il sistema della Smart Transportation, fondato sulla necessaria “capacità” di assumere decisioni intelligenti nell’ambito dei trasporti tramite la selezione di preziosi big data.

Metti un giorno a lezione con un economista, un aziendalista e un sociologo. È la combinazione accademica perfetta che ci permette di cogliere insegnamenti fondamentali, assistendo al confronto armonico tra saperi diversi, ma uniti dallo stesso linguaggio dell’innovazione e dello sviluppo.
Punto di partenza è il cambiamento rapido ed epocale che stiamo vivendo. Ma com’è che si governa questa rivoluzione? Da dove bisogna cominciare per accelerare i processi organizzativi e operativi? Cos’è la valutazione di un progetto e a cosa serve? E ancora: quale ruolo giocano i territori, anche quelli storicamente più “arretrati” come il Sud?
Rispondendo a questi interrogativi, la lezione sviluppa un dialogo assai interessante ed offre molteplici spunti di riflessione: tra modelli storici, esperienze di alto valore umano ed economico, riconsiderazione degli ostacoli, emergono quei suggerimenti essenziali attraverso i quali poter vincere la sfida possibile del cambiamento.